La posta dell’Archeoclub Triggiano

•marzo 4, 2009 • Lascia un commento

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Il presepe di Jolanda Spagno

•gennaio 18, 2009 • Lascia un commento
il presepe di Jolanda Spagno

il presepe di Jolanda Spagno

recensione di Enzo Di Gioia

immagini: Rocco Addante

Chiude il 2 febbraio l’evento “ Il sacro incontra l’ arte “  organizzato dall’ Archeoclub di Triggiano e giunto al sesto appuntamento annuale. Un artista contemporaneo, Jolanda Spagno, si è confrontata con la tradizione, interpretando il tema della Natività nei luoghi archeologici dell’ ipogeo sacro medievale della chiesa matrice di S. Maria Veterana.

Il grigiore delle ombre e la nerezza della terra addensata tra le pietre millenarie dell’ipogeo, si sono imbiancate di una luce che oscilla tra il mondo della natura e quello spirituale. Su questa componente espressiva, la Spagno ha ideato e concretizzato il suo presepe artistico contemporaneo. Un percorso sulla Natività che inizia  da tele grafite in bianco nero,  raffiguranti cieli gonfi di nuvole e desertici mondi naturali;  l’incontro tra il cielo e la terra. Un punto, suggerito da linee appositamente oblique e convergenti,  manifesta la possibilità e il mistero per una figura  ( la Madonna),  di oltrepassare il mondo terreno,  del visibile,  penetrando la dimensione divina. Figura fuggevole,  posta in un visionario spazio atmosferico, sidereo, alla ricerca di un segno che Le permetta di oltrepassare i confini  del visibile per congiungere l’umano con il divino e aspirare alla Salvezza dell’umanità.

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E’ la vittoria della luce sulle tenebre. Artisticamente è la vittoria del bianco.

 Il segno della matita, evocato con metodica striatura di affinata grafite,  posto  sulla tela di cotone bianco, compone iconografie che trafitte dal bianco e da sapienti sgommature, si sdoppiano per rifondersi nella visione ottica, dando luogo a testi grafici che percorrono mondi misteriosi e aprono a  sensazioni che accentuano freddi limiti fra naturale e innaturale, generato dall’avanzata del bianco sulla deriva del nero.

 

L’artista, nel percorso artistico progettuale, utilizza,  oltre il raffinato disegno,  giochi anamorfici di lenti  e prismi ottici. Gli olf.  Oggetti di materiale plastico che grazie alla  duttilità e trasparenza può incorporare materiali, film, riproduzioni ecc… comportandosi da specchio irradiante e lente rifrangente.

 E’ il trionfo artistico della luce che, attraverso gli olf in cilindri trasparenti, invade la centralità del presepe.  La natività del Cristo,  grazie ad un gioco di lenti e di scambi ottici, è vista in forma sdoppiata.  La dualità di Cristo: “ Dio  che si è fatto uomo”.

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La ricerca tecnologica della Spagno, attraverso gli effetti ottici,  media la percezione, e rende anamorfiche le raffigurazioni  racchiuse nei cilindri e nella fluidità  delle lenti. Le visioni cromatiche e formali, irradiate da soffi di luce, risultano così, artisticamente,  compiute sollecitazioni  meditative.

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Enzo Di Gioia

Contatti

•dicembre 26, 2008 • Lascia un commento

Per contattare l’ARCHEOCLUB DI TRIGGIANO scrivere a:

triggiano@archeoclubitalia.org

Il presepe di Natale 2008 – Il sacro incontra l’Arte

•dicembre 26, 2008 • Lascia un commento

Anche quest’anno si rinnova la tradizione dell’Archeoclub di Triggiano di festeggiare il Natale con un presepe speciale: quello allestito dall’artista Jolanda Spagno nell’Area Archeologica Sacra  della Chiesa Madre S. Maria Veterana.

Visite guidate: Dicembre 21, 25, 26, 27, 28/// Gennaio 1,3,4,6,11,18,25///Febbraio 1,2

ore 19,30-20,30

Le prime immagini scattate dal socio Addante Rocco

Natività

Natività

                              Presentazione di Maria Anna  E. Lagioia, presidente dell’Archeoclub Triggiano

“I luoghi e la memoria”: se un luogo non perde la memoria del proprio passato, ma continua a essere esso stesso testimonianza viva di quanto è stato, allora questo certamente è accaduto per quella presenza così intensa e suggestiva che è costituita dall’antica chiesa medievale realizzata dai nostri progenitori presumibilmente intorno alla metà dell’XI secolo.

Abbandonata, poi, alcuni secoli più tardi, perchè su di essa fu realizzata l’attuale chiesa, è rimasta occultata per centinaia di anni, quasi scrigno di preziose memorie, a generazioni di cittadini ignari di quanto si celasse sotto quel pavimento che abitualmente calpestavano.

Ma, venuta alla luce intorno alla metà degli anni Ottanta grazie ai lavori di restauro intrapresi, è emersa pressochè intatta nel suo fascino e con quell’aura di misticismo dal quale un luogo sacro risulta ineludibilmente segnato.

Desiderando fortemente che tali atmosfere e tali luoghi fossero rispettati e conservati, anche quest’anno la sede di Triggiano dell’Archeoclub d’Italia, grazie alla collaborazione della parrocchia “S. Maria Veterna”, al sostegno del Comune di triggiano e di quanti credono in questo progetto, ha voluto commissionare la realizzazione del presepe a un’artista contemporanea, Iolanda Spagno, che si è accostata al tema della Natività con una sensibilità tutta femminile. Aleggia, così, sin dall’inizio del percorso, quello Spirito Divino che trova il suo compimento grazie a Maria, la Donna nella cui intrinsichezza si compendia il mistero grandioso e insondabile della Nascita Divina.

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 Critica di Grazia De Palma: Il dono

 

Il vangelo di Jolanda è un libro interiore metaforicamente rappresentato dal Gesù, nel momento in cui viene a conoscenza dei sacri misteri e giunge alla rilevazione del bene e del male e di conseguenza diventa come Dio, anzi diventa Dio. Ed ecco il disco d’agnello bianco, allegoria dell’umiltà, e il dono, nello stupore infinito dello sposalizio di Giotto. E’ l’idea del limite umano, però, che al di là dei meri testi fiabeschi frutto della fantasia popolare, per la quale il presepe è nulla più che una rappresentazione della nascita del Salvatore del mondo, che indirizza la storia della spiritualità verso la riscoperta dell’uomo stesso e di quel che divino che si cela nel suo cuore. L’Interpretazione scenica dell’artista, ambientata negli ipogei della chiesa matrice di Santa Maria Veterana, racchiude nell’immagine di una donna china nelle sue mani vuote, protese verso l’attesa, la sospensione del più alto momento spirituale. Il presepe di Iolanda è un trionfo di luce, simbolica, che circonda il sacro mosaico di lenti, irradiata da un soffio generato da una miriade di prismi specchiati. Il messaggio della sua ritualità va oltre il dogma. Un oltre che domanda alle nuvole, ed ai cieli gonfi di stelle, di esserci, di pensare a quella piccola fede che ci tiene legati l’uno all’altro al sottile filo della predestinazione. Un dove in un mondo così materialistico, in cui la sensazione della grotta psichica si fonde al rigore di una pura pietra bianca e ad un senso di raccoglimento perfetto, per il quale questo presepio ci invita a ritrovare il vero significato di un Natale che, accanto alla tradizione, non dà per scontata l’idea di una nascita che non piange dalla terra, bensì lacrima dal cielo.

 

 

 

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Maggio metropolitano

•maggio 21, 2008 • Lascia un commento

Sabato 24 maggio ore 17.00: Maggio Metropolitano: Visite guidate agli ipogei sacri della chiesa matrice di S. Maria Veterana – Triggiano

Programma aggiornato del viaggio in Sicilia – Val di Noto

•aprile 16, 2008 • Lascia un commento

1 -4 MAGGIO 2008

 

In seguito a richieste avanzate da alcuni partecipanti al viaggio, il programma iniziale è stato modificato; pertanto il viaggio si effettuerà secondo queste nuove modalità.

 

01/05/08  Per i residenti a Bari : partenza ore 5.00 da Largo 2 Giugno (lato Trony).

Per i residenti a Triggiano : partenza ore 5.15 dalla piazzetta antistante la stazione ferroviaria.

Proseguimento per Reggio Calabria con visita del Museo Archeologico. Pranzo libero. Arrivo a Siracusa in serata, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

 

02/05/08  Prima colazione in hotel e partenza per Piazza Armerina nei cui pressi si visiterà, guidati, la Villa Romana del Casale, famosa per i suoi splendidi mosaici. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio rientro a Siracusa e visita della città. Cena e pernottamento.

 

03/05/08  Prima colazione in hotel. Partenza per Noto e Modica. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio proseguimento per Ragusa. Rientro a Siracusa, cena e pernottamento.

 

04/05/08  Prima colazione in hotel. Partenza per Catania e visita della città .Proseguimento fino a Villa San Giovanni e sosta per il pranzo. Nel pomeriggio partenza per Triggiano.

 

L’ “Hotel Centrale”, in cui alloggeremo,situato nel cuore di Siracusa, non è fornito di cucina per cui la cena sarà servita in un ristorante nelle vicinanze.

I presidenti delle sedi locali di Archeoclub d’Italia di Noto, Ragusa e Catania ci accoglieranno e ci guideranno nella visita delle suddette città; solo per la Villa del Casale ci sarà una guida ufficiale.

Il saldo deve essere versato entro e non oltre il 22 Aprile. Soci € 145, non soci € 160; per la singola un supplemento di € 60.

Lunedì 28 Aprile alle ore 19.00 nel salone della Parrocchia del S.S. Crocifisso ci sarà un incontro propedeutico al viaggio a cura della nostra presidente.

Come detto nel programma precedente la quota comprende: pullman gran turismo della ditta Ceglie Eurobus srl, passaggio in traghetto sullo Stretto di Messina, trattamento di pensione completa (tranne il pranzo del giorno della partenza), bevande ai pasti, visite guidate; non comprende: gli ingressi ai musei e ai siti archeologici e gli extra in genere.

 

Infotel : Maria De Francesco    tel. 0804682056

I riti della Settimana Santa a Triggiano

•aprile 10, 2008 • Lascia un commento

 

Un interessante “excursus” nel nostro passato è stato oggetto della conferenza-conversazione tenutasi presso la chiesa di S. Giuseppe, a Triggiano , la sera del 13 marzo. Frutto di una collaborazione che annualmente si ripropone, in occasione della festività del Santo, tra la sede di Triggiano dell’Archeoclub d’Italia, e la confraternita di S.Giuseppe,l’incontro ha avuto come relatrice la dott. Maria Partipilo che ha esposto il suo lavoro di ricerca riguardante “I riti della Settimana Santa a Triggiano”.Riandando indietro nel tempo, la relatrice ha evidenziato come,oltre la Settimana Santa,anche quella precedente,detta “della passione”,assumesse una valenza particolare nel percorso di preparazione che culminava poi nel giorno della resurrezione. Nel corso di questa settimana,infatti,le donne si dedicavano a una approfondita pulizia della propria abitazione, ridipingendo con la calce anche i muri esterni di questa che, in tal modo, veniva preparata ad accogliere degnamente il Cristo Risorto. Dal lunedì della Settimana Santa i segni del dolore divenivano più evidenti; non solo le campane delle chiese venivano legate, ma anche i campanacci degli animali: nessun elemento che alludesse a una qualunque manifestazione di gioia doveva evidenziarsi. Dal giovedì mattina si dava inizio,liturgicamente, ai momenti “forti” del triduo pasquale,con la “Missa in cena Domini”e la “lavanda dei piedi”. Ma l’emozione raggiungeva il suo acme quando, per le vie del paese, sfilava la processione dell’Addolorata;costei rappresentava il simbolo del dolore più atroce che una madre possa provare: la perdita del proprio figlio. Nella figura della Vergine Addolorata si proiettava tutto il dramma di quelle madri che provavano un’identica sofferenza; e dunque la Madonna, per un processo di compenetrazione, diventava sì una di loro ma, nel contempo, rappresentava anche Colei che, proprio perchè solidale nel dolore, offriva consolazione. Dal pomeriggio del Venerdì Santo “usciva” la processione dei Misteri, inizialmente in numero di tre, seguiti dalla statua dell’Addolorata; dietro di questa , inoltre, protetta da un baldacchino, veniva portata, dall’arciprete del tempo, la reliquia del legno della Croce, reliquia andata poi perduta ma che ora si sta tentando di ritrovare. Nel corso degli anni si è prodotta una proliferazione delle statue dei Misteri, giungendo così alle attuali quindici; varie, inoltre, sono state le innovazioni susseguitesi nel tempo e che hanno modificato l’originaria forza evocativa e l’intensa emozione strettamente connesse all’evento. La cerimonia della resurrezione di Cristo, che si celebrava il sabato mattina, rappresentava dunque il momento della gioia, della festa alla quale ognuno aveva cercato di prepararsi mediante un “iter” che, oltre l’aspetto materiale, privilegiava sostanzialmente la componente spirituale, che trovava il suo appagamento proprio nella Pasqua.

All’intervento della relatrice ha fatto seguito un appassionato dibattito tra i presenti, grazie anche agli interventi di coloro che , riandando con la memoria al proprio passato, hanno fatto riferimento ad ulteriori episodi non citati, integrando così proficuamente il lavoro di ricerca esposto.

Maria Anna E. Lagioia