I riti della Settimana Santa a Triggiano

 

Un interessante “excursus” nel nostro passato è stato oggetto della conferenza-conversazione tenutasi presso la chiesa di S. Giuseppe, a Triggiano , la sera del 13 marzo. Frutto di una collaborazione che annualmente si ripropone, in occasione della festività del Santo, tra la sede di Triggiano dell’Archeoclub d’Italia, e la confraternita di S.Giuseppe,l’incontro ha avuto come relatrice la dott. Maria Partipilo che ha esposto il suo lavoro di ricerca riguardante “I riti della Settimana Santa a Triggiano”.Riandando indietro nel tempo, la relatrice ha evidenziato come,oltre la Settimana Santa,anche quella precedente,detta “della passione”,assumesse una valenza particolare nel percorso di preparazione che culminava poi nel giorno della resurrezione. Nel corso di questa settimana,infatti,le donne si dedicavano a una approfondita pulizia della propria abitazione, ridipingendo con la calce anche i muri esterni di questa che, in tal modo, veniva preparata ad accogliere degnamente il Cristo Risorto. Dal lunedì della Settimana Santa i segni del dolore divenivano più evidenti; non solo le campane delle chiese venivano legate, ma anche i campanacci degli animali: nessun elemento che alludesse a una qualunque manifestazione di gioia doveva evidenziarsi. Dal giovedì mattina si dava inizio,liturgicamente, ai momenti “forti” del triduo pasquale,con la “Missa in cena Domini”e la “lavanda dei piedi”. Ma l’emozione raggiungeva il suo acme quando, per le vie del paese, sfilava la processione dell’Addolorata;costei rappresentava il simbolo del dolore più atroce che una madre possa provare: la perdita del proprio figlio. Nella figura della Vergine Addolorata si proiettava tutto il dramma di quelle madri che provavano un’identica sofferenza; e dunque la Madonna, per un processo di compenetrazione, diventava sì una di loro ma, nel contempo, rappresentava anche Colei che, proprio perchè solidale nel dolore, offriva consolazione. Dal pomeriggio del Venerdì Santo “usciva” la processione dei Misteri, inizialmente in numero di tre, seguiti dalla statua dell’Addolorata; dietro di questa , inoltre, protetta da un baldacchino, veniva portata, dall’arciprete del tempo, la reliquia del legno della Croce, reliquia andata poi perduta ma che ora si sta tentando di ritrovare. Nel corso degli anni si è prodotta una proliferazione delle statue dei Misteri, giungendo così alle attuali quindici; varie, inoltre, sono state le innovazioni susseguitesi nel tempo e che hanno modificato l’originaria forza evocativa e l’intensa emozione strettamente connesse all’evento. La cerimonia della resurrezione di Cristo, che si celebrava il sabato mattina, rappresentava dunque il momento della gioia, della festa alla quale ognuno aveva cercato di prepararsi mediante un “iter” che, oltre l’aspetto materiale, privilegiava sostanzialmente la componente spirituale, che trovava il suo appagamento proprio nella Pasqua.

All’intervento della relatrice ha fatto seguito un appassionato dibattito tra i presenti, grazie anche agli interventi di coloro che , riandando con la memoria al proprio passato, hanno fatto riferimento ad ulteriori episodi non citati, integrando così proficuamente il lavoro di ricerca esposto.

Maria Anna E. Lagioia

 

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~ di rosa pastore su aprile 10, 2008.

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